Lana vegetale, la nuova frontiera targata cruelty-free

Per chi ama la lana ma ha deciso che cruelty-free è bello ed è meglio, arriva una bella e sorprendente scoperta.

Una pianta spontanea con esigenze minime che cresce in Asia meridionale e in  Nord Africa che non necessita di particolari cure per crescere.

Ciò che rende queste erbacce adatte a produrre filati, è il fatto che le fibre dei baccelli e dello stelo siano internamente cave, struttura molto simile a quella delle fibre di lana Alpaca.

Questa caratteristica per prima è stata sfruttata da un’azienda indiana proprio per ottenere tessuti vegetali con proprietà paragonabili alla lana.

Faborg ha infatti ideato un nuovo filato, Vegan Wool, che punta a sostituire la lana.

Oltre a essere cruelty-free, la “lana” vegana è anche sostenibile dal punto di vista ambientale, grazie al fatto principale che necessita di molta meno acqua rispetto ad esempio al cotone.

I tessuti ottenuti dalle fibre del baccello sono adatti per realizzare abiti invernali o per la mezza stagione, nonché capi di abbigliamento sportivo, mentre i tessuti realizzati dalle fibre dello stelo si prestano alla produzione di tende e tappezzerie con proprietà isolanti, grazie alla capacità delle fibre di assorbire i suoni.

Le fibre vengono lavorate a mano e colorate con tinture vegetali, attraverso processi che non producono sostanze inquinanti e grazie ai quali si ottengono tessuti dalle proprietà termoregolatrici e antimicrobiche, in grado di far traspirare la pelle e proteggerla dall’azione dei batteri.

Grazie alle sue caratteristiche, Vegan Wool è particolarmente indicata per le pelli delicate, sensibili e allergiche ed è adatta anche alla pelle dei più piccoli.
Ennesimo esempio di come la natura ci offra di continuo soluzioni per rispondere a tutte le nostre esigenze.