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Il sacchetto bio

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Dall'1 gennaio 2018, tutti i sacchetti che si usano nei supermercati nel reparto ortofrutta, gastronomia, macelleria, pescheria e panetteria, dovranno essere bio, nel rispetto degli standard internazionali. In tutti i supermercati cambieranno e saranno a pagamento. E la nuova legge è chiarissima: a pagare dovranno essere i clienti e tutti i supermercati saranno obbligati a segnare sullo scontrino ogni «bioshopper» utilizzata. Nel decreto vengono definiti i nuovi requisiti per tutte le buste con spessore inferiore ai 15 micron (micrometri), appunto quelle dei reparti che abbiamo citato poco sopra. E il prezzo? la cifra per ognuno sarà compresa tra 2 e 5 centesimi. 

Le certezze al momento sono due , si partirà l'1 gennaio 2018 e l'addebitamento del costo del sacchetto sarà a carico dei clienti. E questo è scritto chiaramente nella legge, anzi ci sono sanzioni pesantissime per noi e per tutti i venditori che non mettono sullo scontrino il prezzo del sacchetto bio.  

Le regole sono nero su bianco: c'è l'obbligo di introdurre queste nuove bioshopper e di farle pagare ai clienti.

Chi è già pronto è Conad: «A partire da dicembre nei nostri punti vendita - spiega il presidente Ivan Odorizzi - inizieremo con la distribuzione nei nuovi sacchetti bio: per un mese li daremo gratuitamente, perché la norma non sarà ancora in vigore. Poi a gennaio vedremo, nella speranza che qualcosa nella normativa possa cambiare. Ma se la legge resterà così saremo obbligati a farli pagare anche noi».

Le borse biodegradabili dovranno avere un apposito codice a barre ed essere registrate alla cassa: se qualcuno vuole fare il minestrone e compra dieci tipi di verdure, nello scontrino si vedrà addebitati i dieci sacchetti e naturalmente le dieci verdure.  

«L'attenzione all'ambiente e al riciclo fa parte della nostra politica - prosegue Poli - ma siamo dubbiosi sui pagamenti, che inevitabilmente porteranno delle criticità». «Benissimo il biodegradabile - fa eco Picciarelli - ma organizzativamente qualche problema ci sarà. Per noi non sarà comunque una fonte di incassi: già oggi, con i sacchetti a 10 cent, andiamo in pari, non guadagniamo nulla».

Cos'è il Biologico?
Il Documentario
Le buone pratiche alimentari che ci rendono più buoni, non solo a Natale

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Lo spreco totale di cibo in Italia è pari a circa 5,5 milioni di tonnellate/anno, in particolare lo spreco lungo tutta la filiera agroalimentare è superiore a 90 kg procapite mentre a livello domestico si valuta uno spreco di circa 42 kg procapite in termini di avanzi non riutilizzati e alimenti scaduti o andati a male. Di questi 42 kg procapite sprecati, oltre 10 kg sono costituiti da verdure e prodotti ortofrutticoli, per un totale di oltre 1,3 milioni di tonnellate con cui si potrebbero produrre oltre 41 milioni di m3 di biometano - l’equivalente dell’energia necessaria per riscaldare 46mila appartamenti con un risparmio di circa 2 milioni di tonnellate di CO2.

Ecco di seguito alcune buone pratiche per festeggiare il Natale, riducendo gli sprechi e risparmiando denaro ed energia.

1. Pianifica quanto più possibile il reale quantitativo di cibo che ogni persona può tollerare durante una pasto medio,

2. Durante la spesa valuta le scadenze dei vari prodotti che acquisti, pensando a quando li userai, al mancato consumo che si tradurrebbe automaticamente in uno scarto o se sarà possibile reimpiegarlo in seguito;

3. Fai attenzione alle etichette degli alimenti perché riportano informazioni importanti su tecnologie o ingredienti che ci aiutano a limitare lo spreco alimentare: il latte ad esempio oggi viene sottoposto a processi che ne mantengono inalterate tutte le proprietà estendendone notevolmente la shelf life, vale a dire la “vita del prodotto sullo scaffale” (ad esempio la pastorizzazione ESL, Extended Shelf Life, o la microfiltrazione); oppure alcuni prodotti (come biscotti, grissini, fette biscottate) vengono arricchiti con aromi di origine vegetale estratti con processi sostenibili, che ne prevengono l’irrancidimento in modo naturale e sicuro;

4. Prediligi quei prodotti che hanno indicato il destino del packaging a fine ciclo. Ridurrai il carico di porzione indifferenziata nella tua immondizia;

5. Valuta se alcune fasi della preparazione delle vivande possono essere posticipate: ad esempio mentre prepari cibi freschi o crudi come insalate o verdure provvedi al condimento solo al momento di servirli, questo ti consentirà di conservarli se non consumati per pasti successivi;

6. Al momento della raccolta degli avanzi valuta la quantità di cibi che realmente puoi consumare nei giorni successivi e invita gli ospiti a portare con se parte di quello che è avanzato specie di quello che è stato più apprezzato. Piccole porzioni saranno più gradite;

7. Utilizza gli avanzi di cucina per creare nuove pietanze;

8. Informati sui programmi di risposta allo spreco alimentare attivi nella tua città, oppure dona il tuo surplus alimentare alle onlus a te vicine che raccolgono gli avanzi di cibo “buono” e redistribuiscono ai meno abbienti;

9. Preferisci il biologico, in quanto l’agricoltura biologica contribuisce a consumare meno energia e ad emettere meno CO2 in atmosfera, tagliando i consumi energetici del settore agricoltura e industria alimentare di almeno il 25% rispetto all’agricoltura convenzionale; inoltre, non inquina le falde acquifere perché non utilizza fertilizzanti e fitosanitari di sintesi;

10. Conferisci gli avanzi di cibo e gli shopper in bioplastica biodegradabile e compostabile nella raccolta dell’umido: si trasformeranno in ottimo compost.

 

I buoni consigli per un Natale smart

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Nella classifica dei Paesi con agricoltura più sostenibile, meno sprechi e alimentazione equilibrata, l’Italia si colloca solo al 6° posto dopo Francia, Giappone, Canada, Germania e Regno Unito. Anche i dati sulla nutrizione non sono incoraggianti: siamo il terzo Paese nel mondo per eccessiva alimentazione e al secondo posto per obesità e sovrappeso nella fascia d’età 2-18 anni.

Per un Natale smart dal punto di vista della salute e del benessere è utile arricchire la nostra dieta con i cibi che secondo alcuni recenti studi oltre a mantenerci in forma, sono in grado di prevenire e migliorare il quadro clinico di alcune patologie come veri e propri farmaci.

1. Frutta e verdura fresche: oltre a vitamine e sali minerali sono ricchi di polifenoli e antiossidanti naturali e sono in grado di contrastare l'invecchiamento e le malattie legate alla senescenza, hanno un'azione positiva a livello cardiovascolare e nella prevenzione contro il cancro;

2. Frutti neri (mirtilli e uva nera): contengono il resveratrolo, della famiglia dei polifenoli e sono in grado diminuire gli effetti tossici dell'ambiente;

3. Frutta secca, semi di lino e semi oleosi: oltre a tocoferoli e fibre che saziano, contengono gli omega 3, utili a contrastare ipercolesterolemia e artrite, inoltre hanno un notevole effetto antinfiammatorio e anti-degenerativo a livello muscolare;

4. Curcuma: contiene la curcumina un potente antiossidante utile come antinfiammatorio;

5. Tè verde: contiene epigallocatechina-3-gallato che è essenziale per un’efficace azione antinvecchiamento

Notizie Area Ambiente e Territorio

12 Luglio 2020

Le ultime notizie dall'Area Ambiente e Territorio di Coldiretti

Istat Biologico

Istat.it

12 Luglio 2020

L'Istituto nazionale di statistica, ente pubblico di ricerca, È il principale produttore di statistica ufficiale per l'Italia. Interagisce con il mondo scientifico ed opera in autonomia a supporto dei cittadini e dei decisori pubblici.

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La sicurezza chimica nei prodotti di bellezza

Oggi parliamo della sicurezza chimica dei prodotti di bellezza, essi infatti non devono contenere sostanze che possono rappresentare un rischio per la salute se ingeriti, fra questi ingredienti troviamo i Mineral Oil Saturated Hydrocarbon - Idrocarburi saturi degli oli minerali, altrimenti indicati con la sigla MOSH e i Mineal Oil Aromatic Hydrocarbon - Idrocarburi aromatici degli oli minerali, indicati con la sigla MOAH, essi potrebbero trovarsi negli oli minerali, ingredienti derivati dal petrolio.

Analizzando le etichette si deve tenere conto dell'applicazione del regolamento n. 1223/2009 il quale obiettivo principale è fornire indicazioni per tutelare la sicurezza dei consumatori, attraverso l’immissione in commercio di prodotti controllati e sicuri per la salute del consumatore, fornisce la definizione comune di prodotto cosmetico e contiene una serie di disposizioni che garantiscono la sicurezza del cosmetico sotto vari punti di vista (dal metodo di fabbricazione al controllo degli ingredienti, dall’obbligo delle informazioni da dichiarare in etichetta alle valutazioni eseguite da un esperto). Essendo il Regolamento rivolto a tutti gli stati membri, essa prevede che alcune informazioni riportate in etichetta (es. funzione, avvertenze e modalità d’uso, ecc.) siano riportate nella lingua ufficiale del paese in cui il prodotto viene commercializzato.

Scegliere i cosmetici o i prodotti di igiene e pulizia non è così facile, l'offerta del mercato è vasta e al di là delle preferenze personali bisogna stare attenti che siano sicuri, bisogna concentrarsi sulla loro composizione per verificare che sia sicura e che non contengano sostanze critiche per ambiente e salute. 

La maggior parte dei prodotti cosmetici in commercio sono sicuri, però può capitare di trovarne qualcuno con ingredienti poco sicuri o pericolosi per chi ha un allergia o sensibilità verso determinati ingredienti, non sempre poi i prodotti bio sono i migliori per la nostra salute, e i prodotti di farmacia sono più sicuri di quelli del supermercato? Il marketing gioca un ruolo fondamentale nella percezione di un prodotto da parte del pubblico e le vere  risposte potrebbero sorprendere la maggior parte dei consumatori.

Un consiglio da non trascurare mai è di controllare bene le etichette e scartare i prodotti con una lista inci lunga o con indicazioni che non capiamo.

 

 

 

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Unghie, la bellezza a portata di "mani"

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Semipermanente o normale. L’importante è che ci sia. Avere unghie curate e laccate con lo smalto è un must a cui moltissime donne non sono disposte a rinunciare, nemmeno al mare o in vacanza. Anche a causa del caldo, sole, umidità e sabbia, il rischio di infezioni, fragilità e rotture aumenta.

Vediamo  quali sono gli accorgimenti per una manicure non solo a regola d’arte ma rispettosa di unghie e dintorni?


Negli ultimi anni c’è stato un aumento del 75% della richiesta di visite dermatologiche per problemi alle unghie. Le patologie dell’unghia sono in gran parte dovute a manicure casalinghe aggressive e all’utilizzo di prodotti poco affini con la superficie ungueale (oltre che a malattie ereditarie, all’anemia e all’utilizzo di farmaci che possono interferire con la loro salute). Per questo la prima regola è evitare manicure troppo “forti”. Come? Innanzitutto è importante non rimuovere il perionichio, ossia quella pellicina che è alla base dell’unghia e ha la funzione di proteggerla come una barriera. Togliendola, infatti, si favorisce l’ingresso di batteri, virus e funghi, con la conseguente comparsa di infezioni. È sufficiente spingere le pellicine solamente indietro, dopo averle ammorbidite, con un bastoncino di legno. Importante è poi che le unghie vengano tagliate nel modo corretto per evitare che possano rovinarsi o infettarsi. Per farlo, bisogna usare forbicine molto affilate. L’unghia inoltre deve essere tagliata seguendo orizzontalmente il termine del polpastrello e arrotondando lievemente i bordi. Per quanto riguarda la limatura, invece, è preferibile scegliere la lima di cartone al posto di quella in metallo che risulta più aggressiva. Infine, quando si pulisce la zona sotto le unghie, fate attenzione a non usare le forbicine o la punta della limetta. Così facendo, si evita che la sporcizia sia spinta in fondo e si evitano anche microferite, che possono evolvere in dolorose e fastidiose infezioni.

Passiamo allo smalto. Fa male tenerlo troppo a lungo? E che “trucchi” si possono adottare per limitare i danni?


Gli smalti andrebbero tenuti al massimo per 3-4 giorni consecutivi, soprattutto quelli semipermanenti anche se sembra un controsenso, perché contengono colle e altre sostanze, come resine e ftalati elasticizzanti, che hanno un effetto occlusivo (di “chiudere” cioè l’unghia impedendole di respirare) più importante rispetto agli smalti tradizionali. Importante poi, sia che si tratti si smalto normale sia semipermanente, è lasciar le unghie libere almeno 2-3 giorni consecutivi, per permettere una corretta ossigenazione e un migliore nutrimento sia della matrice sia della lamina, in modo da renderle più forti. Se però l’unghia fosse particolarmente sottile o avesse un colore anormale, ovvero non rosato come dovrebbe essere, allora è bene fare una pausa di un paio di mesi prima di ricominciare, perché potrebbe essere un segno di sofferenza o della presenza di funghi o micosi. Buona norma è poi, quando si rimuove, usare sempre prodotti dedicati avendo cura di evitare quelli troppo aggressivi, per esempio gli “impacchi” di acetone, perché mettono a repentaglio l’integrità della lamina, esponendo a un maggior rischio di fragilità e onicomicosi. In alternativa, soprattutto per il semipermanente, meglio forse la rimozione meccanica con una lima di cartone, anche se inevitabilmente per essere efficace indebolisce comunque l’unghia. Per gli smalti “normali” invece si può optare per solventi delicati, a base oleosa, per esempio di melaleuca e arancio, o le apposite salviettine leva smalto. In entrambi i casi comunque, è consigliabile, subito dopo, massaggiare qualche goccia di olio di rosa mandorla o altra sostanza idratante.

Funghi in agguato


In estate le unghie sono ancora più esposte al rischio di funghi. Un segnale premonitore è l’alterazione dell’unghia nel colore e nella forma: se sono gialle, frastagliate o biancastre vuol dire che qualcosa non va. La cura per debellare un fungo può essere anche molto lunga perché la micosi crea una barriera contro pomate e lozioni. L’ammollo quotidiano in acqua e bicarbonato è utile per contrastare la crescita del fungo, ma spesso non è sufficiente e perciò bisogna prescrivere farmaci a base di terbifanina o itraconazolo. In ogni caso occorre rivolgersi allo specialista dermatologo prima di intraprendere qualsiasi tipo di cura farmacologica.

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Cosmesi naturale e bio

Si fa presto a dire bio: in realtà i prodotti cosmetici naturali e biologici che superano la prova dell’INCI sono molto meno di quelli che si dichiarano tali. Sono tante, infatti, le aziende che realizzano cosmetici “naturali” con meno dell’1% di ingredienti naturali, creme testate sugli animali, imballaggi difficili da riciclare. Si tratta comunque di un trend in crescita che vale circa l’8% del mercato dei cosmetici in Italia per un fatturato che, solo per le vendite in erboristeria e nei negozi monomarca delle aziende specializzate nella cura del corpo, nel 2015 ha superato i 460 milioni di euro.

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Vediamo allora, come alternativa ai prodotti fai da te realizzati in casa grazie ai rimedi naturali, utilizzati spesso da chi vuole risparmiare sui cosmetici, la lista delle 10 migliori marche di prodotti cosmetici naturali e biologici.

 

  • Bio Phytorelax: dai laboratori Phytorelax è nata la prima linea biologica certificata Cosmos Organic, sviluppata nel rispetto dei più alti standard per la cosmesi biologica, conforme ai criteri del Cosmos Standard, il rigoroso disciplinare riconosciuto a livello europeo ed internazionale. Tutti i prodotti della linea Bio Phytorelax sono formulati senza profumazioni sintetiche, coloranti, siliconi, parabeni e oli minerali. Non contengono materie prime derivate da OGM, sono certificati VeganOk e testati dermatologicamente. Contengono fitopreparati a base di fiori di camomilla biologica, un prezioso rimedio naturale con proprietà lenitiva, emolliente, protettiva e decongestionante. Ideale come trattamento cosmetico per le pelli più delicate e sensibili di tutta la famiglia. Qui la recensione della crema viso prime rughe.

 

 

 

 

  • Weleda: nata nel 1921 come laboratorio farmaceutico, con annesso giardino di piante officinali, oggi è una delle ditte più importanti nel mondo per la produzione di cosmetici naturali olistici e di rimedi omeopatici e antroposofici. Sin dalla sua fondazione Weleda ha posto grande attenzione alla responsabilità sociale, ambientale ed economica. I prodotti sono studiati appositamente per rispondere alle esigenze specifiche di ogni persona, contribuendo al benessere in generale e all’equilibrio di corpo e mente. Per thegoodshoppingguide.com, il sito che svela cosa si nasconde dietro i marchi e le aziende più famose e aiuta il consumatore a fare scelte eco-compatibili, è la migliore marca al mondo per rispetto degli animali e dell’ambiente e per azioni rivolte contro la corruzione in nome dei diritti umani.

 

 

 

 

  • Dott. Haushka: WALA Heilmittel GmbH sviluppa preparati a base di ingredienti naturali dal 1935. Fondata a Ludwigsburg da Rudolf Hauschka, la ditta ha iniziato a realizzare cosmetici dopo l’incontro del dottore con la cosmetologa viennese Elisabeth Sigmund. Agisce secondo il principio della sostenibilità molto prima che il termine diventasse famoso. Le piante, gli oli e le cere provengono quasi esclusivamente da coltivazioni biologiche controllate, se possibile di qualità bio-dinamica o dal commercio equo solidale. Il lavoro viene svolto nel rispetto del ciclo di vita dei materiali: ad esempio utilizzando acqua piovana, usando materiali di imballaggio facili da riciclare, utilizzando i resti vegetali della produzione per il compostaggio. Non solo, da anni Dr. Hauschka utilizza energia pulita certificata al 100%.

 

 

 

 

  • L’Occitane: l’azienda è stata creata da Olivier Baussan, che distillava l’olio essenziale di rosmarino nei mercati locali della Provenza. Con l’acquisizione di un vecchio saponificio, Olivier resuscita l’arte tradizionale del sapone di Marsiglia. Oggi propone i prodotti di bellezza e profumi sensoriali di alta qualità, inspirati all’arte di vivere mediterranea e elaborati secondo i principi della fitoterapia e dell’aromaterapia, privilegiando ingredienti naturali tracciabili e dando priorità agli ingredienti naturali. Inoltre, L’Occitane ha diminuito costantemente e progressivamente l’impatto ambientale dei propri imballaggi, scegliendo i materiali meno inquinanti o già riciclati, utilizzando risorse rinnovabili o provenienti da foreste gestite in maniera sostenibile, concependo imballaggi facilmente riciclabili ottimizzando la selezione e le filiere di riciclaggio. Nel 2006, L’Occitane ha creato la sua Fondazione d’impresa che con un budget di 1 milione di euro in media l’anno, sostiene 2 campi d’azione: le persone con deficit visivi nel mondo e l’emancipazione economica delle donne in Burkina Faso.

 

 

 

 

  • Mádara Organic Skincare: è un’azienda lettone che produce cosmesi biologica e naturale certificata Ecocert, a base di estratti vegetali ricavate da piante che crescono nel paese che si affaccia sul Mar Baltico. Le fondatrici riprendono gli antichi saperi delle donne anziane che si curavano esclusivamente con le piante locali. Mádara ha trasformato questa passione per le piante del Nord in un connubio tra natura, tradizione e scienza. Ricerche e test scientifici, per utilizzare al meglio gli straordinari poteri benefici della natura, sono alla base della creazione di ogni prodotto. Prodotti certificati ECOCERT, cruelty free, privi di parabeni, derivati del petrolio, SLS e fragranze di sintesi. Le scatole e la carta provengono da foreste rinnovabili, certificati FSC, sono realizzati in aziende eco-friendly, non sono laminati e non contengono vernici.

 

 

 

 

  • Nature’s: nata dall’esperienza di Bios Line, il marchio dedicato alla fitocosmesi propone trattamenti per viso, corpo, capelli formulati con ingredienti naturali e bio e una collezione di linee profumate create da grandi maestri profumieri. Cosmetici naturali e bio made in Italy senza parabeni, oli minerali e derivati del petrolio. Nature’s unisce la sua lunga esperienza nel campo della fitoterapia alle più innovative tecniche di produzione per estrarre dalle piante la loro forza vitale e racchiuderla nei migliori prodotti cosmetici. Ogni formula è il risultato della profonda conoscenza morfologica, biochimica e funzionale della cute che permette ai laboratori di creare trattamenti di alta qualità con ingredienti vegetali attentamente selezionati: acque di frutta, oli essenziali purissimi, preziose molecole naturali. In maniera altrettanto rigorosa i prodotti Nature’s sono microbiologicamente controllati e dermatologicamente testati, non contengono parabeni, oli minerali né derivati del petrolio e sono indicati anche per le pelli più sensibili.

 

 

 

 

  • Cattier: l’azienda biologica francese certificata è nata nel 1968 da una felice intuizione di Pierre Cattier. I suoi prodotti di bellezza e cura sono delicati ma altrettanto efficaci. È diventato negli anni sinonimo di cosmesi naturale e biologica francese d’alta qualità, con una grandissima attenzione alle proprietà benefiche dell’argilla.I cosmetici Cattier sono 100% naturali a base di ingredienti biologici certificati da Ecocert e argilla purissima, formulati con particolare attenzione alle pelli più sensibili e con un processo produttivo eco compatibile e cruelty free. L’argilla verde Cattier è un prodotto naturale benefico per la pelle del corpo, grazie alla miscela di minerali dalle proprietà terapeutiche e depurative; naturale al 100%, l’argilla verde Cattier viene estratta in Francia nella regione dell’Alta-Loira.

 

 

 

 

  • Viviverde Coop: la gamma di prodotti specifici per il trattamento del viso, copre tutte le esigenze quotidiane della cura personale e cosmetica. La linea è stata studiata per prendersi cura della pelle in modo naturale ed in armonia con l’ambiente. Minimo 98% di ingredienti di origine naturale. Le formule sono dermatologicamente testate. Principi attivi, tutti di origine vegetale e provenienti da coltivazioni biologiche. Il packaging è a basso impatto ambientale: nessun ricorso ad overpack (senza film dicellophane, senza bugiardino, senza astuccio dove possibile); le creme viso, le uniche che prevedono l’astuccio, utilizzano cellulosa certificata FSC (marchio che identifica i prodotti contenenti legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici). Tutto il pack è riciclabile. Uso di monomateriale per consentire il riciclo del packaging dopo l’utilizzo.

 

 

 

 

  • Montalto: ogni prodotto Montalto Bellezza Bio viene ideato, sviluppato e testato interamente nei laboratori di Busto Arsizio; nessun componente chimico o di origine animale è utilizzato nella formulazione dei prodotti certificati. Le lavorazioni sono interamente naturali, inclusa la macerazione al sole per 40 giorni e al buio per 40 giorni delle piante officinali e la rivitalizzazione dell’acqua, grazie a un procedimento legato alla memoria dell’acqua, con strumenti sviluppati da laboratori austriaci, che ne preserva intatta la memoria. Quella di Montalto è una storia antica, fatta di sperimentazioni, profonda conoscenza e amore per il proprio mestiere: l’ideazione, la lavorazione e la produzione di prodotti per la cura del corpo, ottenuti unicamente da materiali naturali e, quando possibile, a chilometro zero. Per esempio piante officinali provenienti esclusivamente da coltivazioni biologiche e biodinamiche, principi attivi funzionali, acque rivitalizzate.

 

 

 

 

  • Lavera: da più di 25 anni l’azienda Laverana GmbH & Co. KG produce cosmetici naturali, che rispettano le linee guida per la cosmesi naturale certificata. Ogni prodotto viene sviluppato, prodotto e confezionato all’interno dell’azienda, per poi essere venduto in 40 paesi nel mondo. Le materie prime impiegate provengono da 300 piantagioni biologiche controllate che, come i nostri prodotti e le nostre confezioni, vengono sottoposte a rigidi controlli di qualità. Il processo di trasformazione delle materie prime è delicato, non aggressivo e avviene attraverso le più moderne tecnologie utilizzando energia verde. I nostri prodotti sono privi di conservanti e sostanze aromatiche chimiche.

 

 

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La Mirra

 

 

Mirra, la conosciamo tutti o almeno l'abbiamo spesso sentata nominare. Chi nella sua vita non ha sentito le parole Mirra, Oro e Incenso.Ma chi veramente ne conosce l'utilita'?

La mirra è molto utilizzata per la produzione di prodotti medicinali. La mirra è una gommaresina che cola dalla corteccia di un arbusto che prolifica nella penisola Arabica e anche nel continente Indiano, ha un odore molto forte e speziato. Molto antico l'utilizzo del prodotto a cominciare dagli Egizi. La mirra è indicata per lenire i dolori mestruali e le problematiche del cavo orale. Sin dall’antichità ha aiutato alla protezione della nostra salute

Avendo una forte azione astringente e cicatrizzante e' spesso utilizzata per le ferite della pelle.Inoltre avendo anche un azione carminativa e disinfettante viene utilizzata per curare problemi di tosse e raffredore,come anche per regolare l'intestino e l'apparato digerente. Possibile  anche dotarsi dell’olio essenziale della mirra, molto valido in caso di infezioni della bocca e delle gengive. Bastano 3-4 gocce diluite in mezzo bicchiere di acqua per effettuare i gargarismi

Utile anche per conservare i cibi visto che ha proprieta' anti deperimento. Molto valida anche per trattare l'acne e regolare il fegato insieme al colesterolo.

La mirra, in qualsiasi sua forma, non dovrebbe mai essere ingerita, poiché può causare nausea, vomito, bruciori e  irritazioni diffuse a carico dell’apparato digerente. Consigliato è invece un uso prettamente esterno, che non comporta particolare controindicazioni, se non nel caso di allergie o ipersensibilità al prodotto, con la possibile conseguente comparsa di orticaria o dermatite da contatto. Ma come dicevamo attualmente viene utilizzata molto per l'industria farmaceutica e profumiera, se ne sconsiglia l'uso in gravidanza e allattamento

Con un impacco fatto a casa propria potete curare per esempio la pelle irritata

  • prendete 6-7 gocce

  • poi anche 300 ml di acqua

Fatto questo utilizzate delle garze sterile che verranno imbevute del liquido e stese sull'irritazione

 

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